Scaldiamo i processori e le nostre distribuzioni Gnu/Linux: è in programma per domani 25 Ottobre, in tutta Italia, il Linux Day, la straordinaria manifestazione promossa dalla “Italian Linux Society” ed organizzata dai vari LUG (Linux User Groups) delle principali città.

L’evento raccoglie ogni anno migliaia di sostenitori dell’open source e di amanti del “pinguino”, coinvolgendo anche manager e professionisti IT che ricercano soluzioni “free” per il software aziendale e non.

Generalmente gli incontri prevedono conferenze e dibattiti a proposito di Linux e del software libero, approfondimenti tecnici e la tradizionale “install fest” dedicata a coloro che desiderano assistenza per installare il sistema operativo del pinguino sul proprio personal computer.

Quest’anno il “Linux Day” registra anche un augurio speciale, quello pervenuto dalla Presidenza della Repubblica. Il Presidente Giorgio Napolitano ha infatti espresso apprezzamento per l’iniziativa che “concorre a fare conoscere e a rendere accessibile la cultura informatica“.

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Abbiamo installato Windows (XP o Vista) ed abbiamo perso il boot loader, quel programmino che all’avvio del PC ci permetteva di scegliere il sistema operativo da utilizzare.

Con il CD Live di Fedora possiamo facilmente ripristinare GRUB. Tutti i dettagli di seguito…

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Documenti, presentazioni, immagini e testi riservati. Le informazioni che vogliamo mantenere segrete aumentano sempre di più. Per Ubuntu Linux esiste un software che permette di creare una cartella cifrata.

La sua configurazione iniziale è abbastanza semplice, anche se richiede qualche comando da lanciare sul terminale. In seguito tutte le operazioni saranno guidate ed eseguite attraverso un comodo script.

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Appnr è una directory web-based di applicazioni per Ubuntu Linux. Tutti i programmi sono suddivisi per categorie e si possono installare semplicemente cliccando sul bottoncino “Install”.

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Gli utenti di Ubuntu Linux sono abituati ad utilizzare la parola chiave “sudo” davanti a quei comandi che richiedono un certo grado di privilegi nel sistema. “sudo” è un programmino disponibile anche su Fedora, ma richiede una piccola configurazione preventiva.

Fedora richiede per le operazioni di amministrazione e configurazione l’accesso come utente root. Questa situazione risulta molto spesso scomoda e poco intuitiva agli utenti meno esperti.

Vediamo come avere il “sudo” funzionante anche su Fedora.

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Gli attuali sistemi operativi a 32 bit sono in grado di gestire fino a 3 GB di RAM, una limitazione che diventa sempre più fastidiosa con l’aumentare  delle risorse hardware a nostra disposizione.

Il discorso vale anche per Ubuntu Linux, ma esiste una “cura”. La procedura è velocissima: aprite un terminale e seguite le seguenti istruzioni.

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BackTrack è una distribuzione Linux il cui obiettivo primario è offrire tutti i tool necessari per effettuare svariati tipi di test sulla sicurezza dei sistemi informatici.

Deriva da Slax, infatti si è evoluta con la fusione tra Auditor Security Collection (suite conosciuta come vero e proprio coltellino svizzero in ambito di sicurezza) e WHAX (White Hacker + Slax).

La sua comodità risiede nell’enorme quantità di strumenti di pentesting e fingerprinting messi a disposizione. A volte risulta purtroppo complicata da installare sull’hard-disk e il modo migliore per utilizzarla è averla direttamente nella nostra pendrive.

Vediamo come fare…

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Il kernel (o nucleo) è una parte del sistema operativo che si occupa di assegnare ai processi in esecuzione un determinato tempo di elaborazione CPU e un accesso sicuro e controllato all’hardware.

Il kernel è formato da svariati moduli che lavorano in multitasking. Per aumentare le prestazioni è utile in alcuni casi ricompilare un kernel, anziché utilizzare quello predefinito fornito dalla propria distribuzione.

In questo modo è possibile ottimizzare le operazioni che il nucleo andrà ad effettuare sulla nostra macchina durante il suo funzionamento, perchè strettamente legato al tipo di hardware del computer in uso.

Il kernel si occupa anche di effettuare controlli “primordiali” su tutte le variabili del sistema. Le ultime release del kernel linux hanno raggiunto livelli di sicurezza molto soddisfacenti, anche se in ambito professionale (parlo dei mainframe aziendali e dei server) è bene implementare moduli di protezione aggiuntivi.

Una novità arriva da Tel Aviv, dove il professor Avishai Wool e i suoi studenti hanno messo a punto una modifica al kernel Linux capace di stroncare sul nascere il malware.

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